C’è un momento preciso in cui capisci di volere un interfono: il terzo distributore in cui ti fermi solo per dire agli altri dove state andando. Da lì la domanda diventa quale comprare, e nel 2026 la risposta dipende soprattutto da quante persone devi collegare. Da una parte ci sono i sistemi mesh di fascia alta, pensati per i gruppi; dall’altra i Bluetooth più semplici, che per una coppia fanno tutto quello che serve spendendo meno.
In questa guida ai migliori interfoni moto ho messo cinque modelli che coprono tutta la gamma, dal top di gamma all’ingresso sensato, con le specifiche controllate sulle schede ufficiali e i motivi per cui li sceglierei.
Mesh o Bluetooth: la cosa da capire prima di tutto
Il Bluetooth collega i dispositivi in catena: se uno della fila esce dalla portata, la catena si spezza e va ricostruita. Il mesh crea una rete che si ricompone da sola: chi si stacca rientra automaticamente appena torna nel raggio. Per pilota e passeggero, o per due moto che viaggiano vicine, il Bluetooth basta. Dai tre in su, il mesh cambia davvero l’esperienza. Altoparlanti, autonomia e impermeabilità contano, ma vengono dopo questa scelta.
Cardo Packtalk Edge: il riferimento per i gruppi
Il Packtalk Edge è il metro con cui si misurano gli altri. Il mesh DMC di seconda generazione collega fino a 15 moto con una portata di 1,6 km tra una moto e l’altra, e la rete si ricompone da sola quando qualcuno si stacca. Gli altoparlanti da 40 mm sono sviluppati con JBL, e l’aggancio magnetico Air Mount è la sua caratteristica più comoda: avvicini l’unità al supporto sul casco e si posiziona da sola.
Cardo dichiara 13 ore di conversazione, con due ore di autonomia dopo 20 minuti di ricarica. È impermeabile, si comanda con la voce dicendo “Hey Cardo”, si aggiorna via app senza cavi e si collega in Bluetooth anche con interfoni di altre marche. Se viaggi in gruppo e vuoi che la comunicazione funzioni senza pensarci, è quello che prenderei. Se vai da solo o in coppia, è più interfono di quanto ti serva.
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Sena 60S: quando la portata radio non basta
Il 60S è il modello di punta di Sena ed è l’erede del Sena 50S che ho recensito qui. Il salto si vede su due fronti. Il primo è il Mesh 3.0, compatibile con i dispositivi Mesh precedenti. Il secondo è Wave, l’intercom che passa dalla rete dati del telefono: con copertura cellulare, la distanza tra le moto smette di essere un limite.
L’audio è Harman Kardon di seconda generazione, con riduzione del rumore basata su intelligenza artificiale. Sena dichiara 17 ore di conversazione in Mesh e 24 in Bluetooth, la certificazione IPX7 e una configurazione pensata per usarlo su due caschi. La scelta tra il 60S e il Packtalk Edge dipende anche dal gruppo: il mesh funziona tra dispositivi della stessa marca, quindi se i tuoi compagni di viaggio usano già Sena, la domanda è chiusa.
Interphone U-COM 16: l’alternativa italiana per i gruppi numerosi
Interphone è il marchio di interfoni di Cellularline, e l’U-COM 16 è il suo modello mesh: Mesh 2.0 e Bluetooth 5.0, fino a 24 persone collegate, 1,6 km di portata tra un interfono e l’altro. Il dettaglio che lo distingue è la compatibilità con i sistemi Sena, oltre che con navigatori e cruscotti TFT, e la funzione Mesh Bridge, che permette di portare nella conversazione mesh anche un interfono Bluetooth di altro tipo.
L’unità è molto sottile, circa 12 mm, con la batteria separata da mettere dietro al casco. L’autonomia dichiarata è di 8 ore in Mesh e 15 in Bluetooth, con ricarica completa in un’ora. Ha altoparlanti HD da 40 mm, comandi vocali, radio FM e un’app che abbina gli interfoni con un codice QR. Lo consiglierei ai gruppi grandi e organizzati, come i motoclub, soprattutto se dentro al gruppo c’è già chi usa Sena.
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Midland BTR1 Advanced Twin: la coppia risolta con una confezione
Il caso più comune è anche quello che le guide trascurano di più: pilota e passeggero, o due moto che viaggiano sempre insieme. Per loro la confezione doppia è la strada più razionale, e il BTR1 Advanced Twin di Midland è quello che prenderei. In conferenza Bluetooth collega fino a 4 persone con 1,2 km di portata tra un casco e l’altro, e con la funzione Universal Intercom parla anche con interfoni di altre marche.
L’autonomia dichiarata è di 23 ore, abbastanza per un fine settimana senza ricaricare. L’audio è sviluppato con RCF, con altoparlanti da 40 mm, il Digital Noise Killer riduce il rumore di vento e motore e l’aggancio al casco è magnetico. È certificato IPX6, collega due telefoni e dialoga con i cruscotti TFT delle moto più recenti. La linea interfoni Midland è progettata in Italia. Nei negozi europei la confezione doppia sta intorno ai 350-400 euro.
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Midland BT Mini Twin: per iniziare senza spendere troppo
Se l’interfono ti serve per la gita della domenica e le vacanze, il BT Mini Twin è il più economico della selezione e fa la cosa essenziale: ti mette in contatto con il passeggero o con l’altra moto. È piccolo, con comandi essenziali, e può collegarsi anche con altri Midland o con interfoni di altre marche. Musica di qualità e conferenze a molte voci non sono il suo campo.
È anche il modo più economico per scoprire se l’interfono fa per te prima di investire in un sistema mesh.
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Quale sceglierei
Per gruppi numerosi e tanti chilometri prenderei il Cardo Packtalk Edge, oppure il Sena 60S se il gruppo usa già Sena o se ti serve l’intercom via rete cellulare. Per un motoclub con dentro qualche Sena, l’Interphone U-COM 16. Per una coppia fissa, il Midland BTR1 Advanced Twin. Per il primo interfono, il Midland BT Mini Twin.
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