Gilet airbag moto: come funzionano e quale scegliere

Gilet airbag moto: motociclista con abbigliamento protettivo completo su una strada nel bosco
Gilet airbag moto a cavo o elettronico: come funzionano, omologazioni, ricarica dopo lo scoppio e i modelli Helite, Dainese e Alpinestars che prenderei.

Un gilet airbag moto lo scelgo partendo da una domanda sola: come fa a capire che sto cadendo. Le risposte sono due. Nei gilet a cavo lo capisce perché il cavo agganciato alla moto si strappa quando vengo sbalzato. In quelli elettronici lo decide una centralina con i sensori, senza nessun collegamento alla moto. Da qui dipende quasi tutto il resto: in quali cadute si gonfia, cosa devo ricordarmi a ogni partenza, chi lo rimette in funzione dopo e quanto spendo.

In questa guida ai gilet airbag moto spiego come funzionano i due sistemi, cosa dicono le omologazioni e quali modelli prenderei, con i dati presi dai siti di Helite, Dainese, Alpinestars e In&motion. Non li ho provati, quindi il giudizio si basa sulle schede tecniche e su come ognuno si usa nella pratica.

La mia scelta

Per l’uso di tutti i giorni prendo un gilet elettronico, il Dainese Smart Air: si gonfia senza che io mi stacchi dalla moto e dopo un’attivazione lo sistemo da solo. Se esco soprattutto nel fine settimana e voglio la protezione più estesa senza pensare alla batteria, l’Helite Turtle 2.

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Il gilet airbag si gonfia entro un decimo di secondo

Dentro il gilet c’è una sacca chiusa collegata a una cartuccia di gas. Quando il sistema scatta, il gas riempie la sacca e intorno al busto si forma un cuscino rigido. Helite dichiara per il suo Turtle 2 un gonfiaggio completo in 100 millisecondi e un volume tra 17 e 28 litri a seconda della taglia. Alpinestars, per il Tech-Air 3, parla di 50 millisecondi.

Le zone protette cambiano da modello a modello, ed è la prima cosa che guardo nella scheda. Il Turtle 2 copre collo e zona cervicale, schiena, bacino, sacro e torace. Il Dainese Smart Air protegge petto e schiena. La differenza pesa: il collo una giacca da moto non lo protegge, e il bacino lo coprono solo i pantaloni con le protezioni sui fianchi.

Il gilet a cavo scatta solo se vengo sbalzato dalla moto

Il sistema meccanico è il più semplice. Il gilet è legato alla moto con un cavo, o con una cinghia come la chiama Helite, che si fissa alla sella o al telaio. Se cado e mi stacco dalla moto, il cavo tira, si sgancia dal gilet e fa partire la cartuccia. Sulla pagina dedicata al sistema meccanico Helite spiega che l’airbag si gonfia solo quando c’è un’eiezione, che protegge già da 0 km/h e che non ha bisogno di batteria. Dopo un’attivazione lo rimetto in funzione da solo cambiando la cartuccia, e secondo Helite bastano meno di due minuti.

Il limite nasce dallo stesso principio. Se l’urto non mi stacca dalla moto, per esempio quando vengo tamponato da fermo e resto in sella, il cavo non tira e l’airbag resta sgonfio. Poi c’è il gesto da ricordare: il cavo va agganciato a ogni partenza e sganciato prima di scendere. Se scendo e me ne dimentico, rischio di farlo scattare mentre mi allontano.

Questi gilet hanno una norma loro, la EN 1621-4 del 2013. Il campo di applicazione riguarda le protezioni gonfiabili ad attivazione meccanica per motociclisti, e dice in modo esplicito che quelle con un’attivazione diversa sono escluse. La revisione in corso, il progetto prEN 1621-4 che ha chiuso la votazione a novembre 2025, mantiene la stessa esclusione.

Il gilet elettronico decide da solo con i sensori

In un gilet airbag moto elettronico il cavo sparisce. Una centralina legge in continuazione i movimenti del busto e decide quando gonfiare. La In&box di In&motion, che finisce dentro i gilet di diversi marchi, usa accelerometri, giroscopi e GPS e analizza i movimenti 1.000 volte al secondo, come racconta Moto.it nell’articolo sul suo arrivo in Italia. Il vantaggio per me è chiaro: l’airbag smette di dipendere dal distacco dalla moto, e se il sistema riconosce la caduta si gonfia anche quando resto in sella.

Sui tempi di reazione ho trovato un dato misurato da un ente esterno. Helite ha fatto valutare il suo sistema elettronico da UTAC in un urto frontale contro un veicolo fermo: con il solo gilet l’urto viene rilevato in 62 millisecondi, con il sensore opzionale montato sulla forcella in 31 millisecondi. È tutto sulla pagina del sistema elettronico Helite.

In cambio c’è la batteria. Il gilet va caricato, e da scarico la centralina non può accorgersi di niente. Le autonomie dichiarate vanno dalle 18 ore del Dainese Smart Air alle 25 dell’e-Turtle di Helite, fino alle 40 che le schede dei rivenditori riportano per il Tech-Air 3 di Alpinestars.

Sull’omologazione il quadro è meno lineare. Dato che la EN 1621-4 esclude i sistemi non meccanici, Dainese e Alpinestars certificano i loro gilet elettronici come dispositivi di protezione individuale secondo il regolamento europeo 2016/425. Per lo Smart Air Dainese indica il livello 2 per l’airbag. Alpinestars valida il Tech-Air 3 al primo impatto con il protocollo Dolomiticert, con prove tra 25 e 63 km/h.

Quando confronto due gilet elettronici guardo cosa dichiara ciascuno e su quali zone, perché manca una norma unica che li metta sullo stesso piano. Tra quelli che ho guardato, quello che mi convince di più è il Dainese Smart Air, e più sotto spiego perché.

Dopo un’attivazione conta chi può rimetterlo in funzione

Un gilet airbag moto che si è gonfiato va ripristinato prima di poterlo usare di nuovo, e qui i modelli si dividono parecchio. Con i gilet Helite, a cavo o elettronici, cambio la cartuccia da solo. Dainese sullo Smart Air ha fatto una scelta simile: il generatore di gas si sostituisce in autonomia e la sacca è progettata per reggere fino a tre attivazioni.

Alpinestars sul Tech-Air 3 segue un’altra strada. Le cartucce le sostituiscono i rivenditori selezionati e i centri assistenza Tech-Air, e la pagina italiana del prodotto chiede di consegnare il gilet di persona in un Tech-Air Hub, dopo aver contattato il servizio clienti. Se il centro più vicino è lontano, io metterei in conto qualche giorno senza airbag.

In&motion ha un modello ancora diverso. La centralina In&box, montata nei gilet di Ixon, Furygan, Klim, Held, dell’italiana Tucano Urbano e di altri marchi, si compra una volta oppure si noleggia con un canone annuale o mensile. In tutti e due i casi è inclusa una sola modalità di rilevamento. Le altre, come quella da pista o quella per il fuoristrada, si aggiungono a pagamento.

Sopra o sotto la giacca, il gilet deve avere spazio per gonfiarsi

I gilet a cavo come il Turtle 2 si portano sopra la giacca, come ultimo strato. Lo Smart Air e il Tech-Air 3 si possono mettere sopra o sotto. Sotto danno meno fastidio e non si vedono, però la giacca deve lasciare abbastanza spazio perché l’airbag si gonfi: Alpinestars lo scrive chiaramente e indica come compatibili i suoi capi Tech-Air Ready.

Un gilet airbag moto io lo voglio aderente, perché uno largo si sposta sul busto mentre guido. Dainese fa lo Smart Air in tre taglie, XS/S, M/L e XL/XXL, con la regolazione in vita, e la M/L per esempio copre un torace da 94 a 110 centimetri. Prima di comprarlo lo provo con la giacca che uso davvero. Con la pioggia, un gilet da portare sopra va indossato anche sopra l’antipioggia: nella guida all’antipioggia moto, tuta intera o due pezzi spiego come scegliere quello giusto.

I gilet airbag moto che prenderei

Helite Turtle 2: a cavo, con più zone protette

Il Turtle 2 è il gilet airbag moto meccanico di Helite. Si porta sopra la giacca e si collega alla moto con la cinghia. Protegge collo e zona cervicale, schiena, bacino, sacro e torace, e sulla schiena ha un paraschiena SAS-TEC di livello 2. Helite dichiara un peso tra 1,8 e 2,2 kg a seconda della taglia, il gonfiaggio in 100 millisecondi e la certificazione del laboratorio CRITT Sport Loisirs.

La conformità alla EN 1621-4, insieme a quella del paraschiena alla EN 1621-2 livello 2, la trovo indicata sulla scheda del rivenditore Motostorm; sulla pagina di Helite il numero della norma non compare. Le taglie vanno dalla XS alla XL, con due versioni lunghe, L-L e XL-L, e il prezzo sul sito del produttore sta nella fascia tra 500 e 600 euro.

Lo prenderei per chi esce soprattutto nel fine settimana e fa tragitti lunghi, dove agganciare il cavo una volta alla partenza non pesa, e per chi non vuole stare dietro a una batteria. Tra i tre di questa lista è quello che copre di più, collo e bacino compresi.

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Dainese Smart Air: elettronico, e lo ripristini da solo

Lo Smart Air è il gilet airbag moto di Dainese e usa il sistema elettronico D-air. Si porta sopra o sotto la giacca e protegge petto e schiena. Dainese dichiara una batteria che dura fino a 18 ore, e con l’app D-air, gratuita, controllo la carica e gli aggiornamenti del software. Ha le modalità ROAD e OFFROAD, una tasca esterna e la regolazione in vita. È certificato come DPI secondo il regolamento 2016/425, con il livello 2 per l’airbag. Dopo un’attivazione il generatore di gas lo cambio da solo e la sacca regge fino a tre attivazioni. Il listino Dainese è intorno ai 500 euro.

È quello che sceglierei per l’uso di tutti i giorni, in città e sullo scooter. Non devo ricordarmi nessun cavo a ogni fermata, e se scatta lo rimetto in funzione senza spedirlo da nessuna parte. Rispetto al Turtle 2 rinuncio alla protezione del collo e del bacino. È il compromesso che accetto per non dover agganciare e sganciare un cavo dieci volte al giorno.

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Alpinestars Tech-Air 3 V2: elettronico, con l’autonomia più lunga

Il Tech-Air 3 V2 si porta sopra o sotto la giacca ed è compatibile con i capi Tech-Air Ready di Alpinestars. L’airbag avvolge busto e spalle e il gonfiaggio completo, secondo Alpinestars, arriva in 50 millisecondi. Pesa tra 2,49 e 2,83 kg a seconda della taglia, quindi più degli altri due. Sull’autonomia la pagina italiana del produttore non dà un numero: le schede dei rivenditori, che riprendono il testo di Alpinestars, parlano di 40 ore con una ricarica completa in circa 4 ore, e di una certificazione di categoria II con livello 2 su petto e schiena. Le taglie vanno dalla XS alla 4XL.

Lo prenderei se ho già una giacca Tech-Air Ready o se ho un Tech-Air Hub comodo da raggiungere. Sulla carta è quello che va ricaricato meno spesso. Mi frena l’assistenza: dopo un’attivazione non posso ripristinarlo da solo.

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Per l’uso di tutti i giorni sceglierei un gilet airbag moto elettronico

Se uso la moto o lo scooter ogni giorno, prendo un gilet elettronico, e tra questi il Dainese Smart Air: si gonfia senza bisogno che io mi stacchi dalla moto e dopo un’attivazione lo sistemo da solo. Se esco soprattutto nel fine settimana e voglio la protezione più estesa senza pensare alla batteria, prendo l’Helite Turtle 2. L’Alpinestars Tech-Air 3 V2 lo consiglio a chi usa già i capi Tech-Air Ready o ha un Tech-Air Hub vicino.

Prima di comprare un gilet airbag moto, qualunque sia, controllo le zone protette sulla scheda del modello preciso e provo il gilet con la mia giacca. Se stai completando l’attrezzatura, nella lista degli accessori moto che considero indispensabili trovi il resto.

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