Il furto di una moto raramente è un’operazione chirurgica. Nella stragrande maggioranza dei casi sono due persone, un furgone e novanta secondi di tempo: una solleva, l’altra spinge. Un bloccadisco non impedisce il furto a chi è organizzato, ma costringe chi non lo è a fare rumore, a perdere tempo e a chiedersi se non convenga passare alla moto parcheggiata accanto. È esattamente il ruolo per cui l’Abus Granit Detecto XPlus 8077 è stato progettato, e la versione 2.0 lo interpreta meglio della maggior parte dei concorrenti.

Lo abbiamo scelto per questa recensione perché è uno dei pochi bloccadisco allarmati che ha superato test di attacco indipendenti documentati e perché risolve, con una soluzione semplice, il difetto storico di tutti gli antifurto con sirena: i falsi allarmi che alla lunga spingono il proprietario a lasciarlo nel bauletto.

Che cosa cambia con la versione 2.0

L’8077 originale è in commercio da anni e chi lo possiede non ha motivo di cambiarlo. La versione 2.0 mantiene la stessa meccanica e, a quanto risulta dai test di laboratorio, lo stesso modulo elettronico, ma introduce una logica di preallarme che cambia l’esperienza d’uso quotidiana. Quando il sensore rileva un movimento, il lucchetto non parte subito con i 100 dB: emette sette segnali acustici brevi, un avvertimento che nella quasi totalità dei casi basta a far allontanare chi sta semplicemente sfiorando la moto per passare. Solo se il movimento continua dopo il preallarme scatta la sirena piena, che suona per quindici secondi e poi si riarma da sola.

Sulla confezione troverete scritto 2.0, sul sito Abus compare come “II”: è lo stesso prodotto. Se lo acquistate su Amazon fate attenzione alla dicitura nella scheda, perché le inserzioni della vecchia versione e della nuova convivono ancora.

La parte meccanica

Il perno di bloccaggio ha un diametro di 13,5 mm nella sezione che attraversa il disco, mentre il corpo e tutte le parti portanti del meccanismo sono in acciaio speciale cementato. Abus lo classifica al livello 18 della propria scala interna che arriva a 20, e il prodotto è certificato Sold Secure Powered Cycle Gold, lo standard britannico che prevede attacchi con trapano, leva, mazza e sega. Esiste anche una versione con omologazione SRA, richiesta da diverse compagnie assicurative francesi, che sul mercato italiano si trova allo stesso prezzo: se la vostra polizza furto prevede uno sconto per antifurto certificato, vale la pena verificare quale sigla accettano prima di ordinare.

Il cilindro è un Abus XPlus, la serratura di fascia alta del catalogo tedesco, ottimizzata contro il picking e protetta dal trapano. Nella confezione ci sono due chiavi, una delle quali con LED integrato, un dettaglio che sembra marketing finché non vi trovate a infilare il lucchetto in un parcheggio buio alle undici di sera.

Nei test di attacco condotti da Bennetts BikeSocial nel febbraio 2026 il corpo ha resistito a un piede di porco da oltre un metro, a un trapano con punta al cobalto e a un attacco prolungato con mazzetta senza danni strutturali. La smerigliatrice angolare, che è lo strumento reale dei furti di moto, riesce a tagliarlo, ma il punto debole a quel livello non è il lucchetto: è il disco freno, e questo vale per qualsiasi bloccadisco sul mercato. Il fatto che l’8077 sia compatto e non arrivi fino alla campana del disco rende anzi più difficile a un ladro trovare l’angolo giusto per lavorare con la mola.

L’allarme nell’uso reale

Il sensore è un rilevatore di posizione tridimensionale che legge vibrazioni e spostamenti su tutti e tre gli assi. La sensibilità è calibrata bene: il vento o il passaggio di un autobus a tre metri non lo fanno scattare, mentre chi prova a muovere la ruota, raddrizzare la moto dal cavalletto o agire sul lucchetto lo attiva in modo affidabile. L’attivazione è automatica nel momento in cui il perno attraversa il disco, grazie a un sistema di riconoscimento che capisce quando il lucchetto è montato e quando è semplicemente chiuso nel bauletto: potete quindi trasportarlo chiuso senza che vi suoni in borsa a ogni buca.

Questo automatismo ha un rovescio della medaglia che va detto chiaramente. Non esiste un modo per montarlo disarmato. Se caricate la moto su un carrello o dentro un furgone con il bloccadisco inserito, suonerà per tutto il viaggio. Va tolto prima del trasporto, punto.

La sirena dichiarata è di 100 dB. È un valore onesto, non gonfiato, ma è anche il limite del prodotto: concorrenti come l’Artago 32 o il Xena XX15 dichiarano 120 dB e all’orecchio la differenza si sente. L’8077 si fa sentire bene in un cortile o in un parcheggio sotterraneo, molto meno su una strada trafficata. La sua forza non è assordare il quartiere, è avvertire voi se siete nel raggio di cinquanta metri e convincere chi armeggia che la moto non è un bersaglio facile.

L’alimentazione è affidata a due comuni pile ministilo AAA, scelta che preferiamo di gran lunga alle batterie a bottone proprietarie di altri modelli. Il LED multicolore sul corpo indica stato di attivazione e carica residua. Sostituire le pile è l’unica operazione davvero scomoda del prodotto: il modulo elettronico va estratto facendo leva su due linguette in plastica con due cacciaviti, operazione che si fa una volta ogni due o tre anni ma che Abus avrebbe potuto rendere meno ostica. L’elettronica è completamente impermeabile e un inverno lasciato sotto la pioggia non la disturba.

Un’ultima nota pratica: dal momento in cui inserite la chiave avete circa cinque secondi per sfilare il lucchetto prima che il sensore interpreti il movimento come un tentativo di effrazione. Le prime volte lo farete suonare. Dopo una settimana diventa un gesto automatico.

Dimensioni, compatibilità e trasporto

Il lucchetto misura 112 millimetri di lunghezza per 40 di larghezza e 61 di profondità e pesa 934 grammi. Entra senza problemi sui dischi anteriori di naked, sportive e maxi enduro; sugli scooter di piccola cilindrata con dischi da 190-200 mm la luce tra disco e forcella può non bastare e conviene misurare prima dell’acquisto. Il perno da 13,5 mm passa attraverso i fori di ventilazione della quasi totalità dei dischi moderni.

La custodia in tessuto fornita è adeguata al trasporto nel bauletto o nel sottosella, ma è tagliata giusta: il lucchetto ci sta, il cavo promemoria a spirale che consigliamo di abbinare difficilmente. Il cavo promemoria, per chi non lo conosce, è una spirale elastica da agganciare tra lucchetto e manubrio: costa una decina di euro ed è la cosa più economica che possiate fare per evitare di partire con il bloccadisco inserito, errore che distrugge pinza e disco e, nei casi peggiori, fa cadere la moto da ferma.

Per chi non vuole occupare spazio sotto la sella, Abus vende la staffa SH8077 che fissa il lucchetto al telaio. Il supporto è solido ma lascia la toppa esposta allo sporco di marcia, quindi chi fa molti chilometri sotto la pioggia dovrebbe preferire il trasporto nel bauletto.

Potete verificare prezzo e colori disponibili direttamente qui: Abus Granit Detecto XPlus 8077 2.0 su Amazon.it. Al momento in cui scriviamo si trova tra i 125 e i 150 euro a seconda del colore, con il giallo e il nero generalmente più economici del rosso.

Bloccadisco Abus Granit Detecto XPlus 8077 2.0 giallo con catena a cappio 12KS
Il bundle Abus 8077 2.0 con catena 12KS

La catena 12KS: da bloccadisco a antifurto completo

Il vero valore aggiunto dell’8077 rispetto a un qualsiasi bloccadisco con sirena è la possibilità di usarlo come serratura per la catena Abus 12KS, venduta separatamente o in bundle. Si tratta di una catena a cappio con maglie da 12 mm in acciaio temprato, lunga 120 centimetri e pesante poco meno di quattro chili. Il disegno a cappio è più intelligente di una catena tradizionale: un’estremità passa attraverso l’anello largo dell’altra, si stringe attorno al palo o alla rastrelliera e solo un capo singolo arriva al lucchetto. Con la stessa lunghezza si raggiunge il doppio della distanza utile rispetto a una catena da chiudere ad anello.

Nei test indipendenti la 12KS ha resistito ai tronchesi più grandi in commercio e a un attacco con mazza da fabbro su incudine. Contro la smerigliatrice cede come tutte le catene portatili di questa sezione, ma il punto è un altro: con la moto legata a un punto fisso, il furgone non serve più a niente e il ladro deve portarsi dietro attrezzi rumorosi. Il bundle lucchetto più catena si trova intorno ai 250-270 euro e trasforma un deterrente da parcheggio breve in un sistema credibile per la sosta notturna in strada.

Pregi e limiti, senza giri di parole

Il Granit Detecto XPlus 8077 2.0 è un prodotto costruito bene da un’azienda che fa serrature da un secolo e che si vede. L’acciaio, il cilindro, la precisione con cui il perno si chiude trasmettono una solidità che i bloccadisco da trenta euro non hanno nemmeno in foto. Il preallarme risolve il problema dei falsi allarmi e le pile AAA risolvono quello della manutenzione. La compatibilità con la catena a cappio lo rende l’unico bloccadisco allarmato che potete far crescere in un antifurto completo senza comprare un secondo lucchetto.

I limiti sono tre. La sirena è meno potente di quella di alcuni concorrenti diretti, e se il vostro scenario è una strada rumorosa di una grande città potreste preferire i 120 dB di un Artago. La sostituzione delle pile è macchinosa. E il prezzo, intorno ai 140 euro, lo colloca nella fascia alta della categoria.

A chi lo consigliamo

Se parcheggiate la moto in strada ogni giorno e volete un deterrente serio che non vi costringa a gestire falsi allarmi e batterie esotiche, l’8077 2.0 è la scelta più equilibrata che conosciamo. Se possedete una moto di valore e la lasciate fuori anche di notte, compratelo direttamente in bundle con la catena 12KS: la differenza di prezzo rispetto al solo lucchetto è la spesa più sensata che possiate fare sul fronte antifurto. Se invece vi serve solo qualcosa per la sosta al bar su uno scooter 125, è più di quello che vi occorre e potete orientarvi sul fratello minore Abus Detecto 7000 RS1.

Vedi l’Abus Granit Detecto XPlus 8077 2.0 su Amazon.it oppure il bundle con la catena 12KS.

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